lunedì 22 agosto 2016

L'appello dei vescovi delle Filippine sulla scelta in favore della vita

“Ribadire la scelta in favore della vita”: si intitola così il volume pubblicato dalla Pastorale carceraria della Conferenza episcopale filippina e dedicato alla giustizia ripartiva, contro la pena di morte. In 88 pagine, il libro offre informazioni di base, punti di vista ed analisi sui problemi legati alla pena capitale e sugli aspetti positivi, invece, della “giustizia che risana”.

Campagna educativa della Chiesa in favore della vita

“Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma della pena di morte – spiega Rodolfo Diamante, segretario esecutivo della Commissione episcopale per la Pastorale carceraria – Ci troviamo di fronte alla sfida di intensificare la campagna educativa della Chiesa in favore della vita”. Nelle Filippine, infatti, è in vigore un dibattito sulla pena di morte, rilanciato dall’elezione di Rodrigo Duterte a capo dello Stato. Il neo-presidente, infatti, si è impegnato a ripristinare la pena capitale per impiccagione, abolita nel 2006, per i reati di traffico di droga, stupro, omicidio e furto, così come ad autorizzare la polizia a sparare per uccidere nelle operazioni contro il crimine organizzato.

Un libro all’insegna della speranza

Il libro curato dalla Pastorale carceraria riporta anche diversi discorsi pronunciati del Papa Francesco contro la pena di morte ed in favore di trattamento più umano dei detenuti: l’auspicio, spiega Diamante, è che possa contrastare la “cultura della morte” dilagante nel Paese. Stampato in 3mila copie, il volume verrà distribuito presso tutte le istituzioni pubbliche. Da ricordare che non è la prima volta che la Chiesa filippina elabora un sussidio sulla pena di morte: già nel 1966, infatti, venne pubblicato un libro specifico, in occasione dell’approvazione della pena capitale, tramite iniezione letale, per i colpevoli di crimini efferati. (I.P.)


sabato 20 agosto 2016

Sospesa l'esecuzione di Jefffery Wood!

Una Corte texana ha sospeso l'esecuzione di Jeffery Lee Wood cui era stata comunicata la data di morte per il 24 agosto prossimo.

E' una buona notizia, tanto più se davvero si riuscirà finalmente a far luce sulla sua non colpevolezza, dato che persino un gruppo di parlamentari bipartisan ha firmato una lettera con cui ha chiesto al Comitato per la grazia di sospendere l'esecuzione. 

In un parere di due pagine, i magistrati affermano che la condanna a morte si è basata su false testimonianze e prove scientifiche false. La Corte ha affermato che Wood non verrà eseguito fino a quando tali dubbi non saranno sciolti. 

Molte associazioni si sono mobilitate per chiedere la revisione del caso di Jeff. Anche la Comunità di Sant'Egidio in accordo con le associazioni abolizioniste americane e con la famiglia, cui ha voluto dare il sostegno con appelli e petizioni. La macchina della morte per ora si è fermata, cresce la speranza che questo sia per sempre. 

giovedì 11 agosto 2016

Appello Urgente allo stato del Texas per Jeffrey Wood, condannato a morte

La storia

Il 2 gennaio 1996 due uomini provano a rapinare il gestore di un distributore di benzina in Texas. Mentre Jeff Wood aspettava fuori, Daniel Reneau entrò nel locale con una pistola in mano e la puntò contro Kris Keeran, l'impiegato in piedi dietro il bancone.
Reneau gli ordinò di ritirarsi una stanza sul retro, ma poiché l'uomo sembrava perdere tempo, sparò un colpo che uccise Keeran, quasi istantaneamente.
Reneau poi sparò un altro colpo per aprire la cassaforte.
A quel punto, avendo sentito gli spari, Wood scese dalla macchina per vedere cosa stava succedendo e corse dentro, dove vide l'uomo ucciso, riverso per terra.
Reneau ordinò poi a Wood, sotto minaccia della pistola, di portare il suo complice al sicuro, lontano dal luogo del delitto.
I due rapinatori furono entrambi condannati a morte e Daniel Reneau, l'autore dell'omicidio, fu messo a morte nel 2002.
Jeff Wood fu condannato a morte nel 1998, applicando la cosiddetta Law of Parties, la legge che prevede la possibilità mettere a morte il coimputato di un omicida.

CHIEDIAMO A TUTTI DI ADERIRE A QUESTA RICHIESTA DI CLEMENZA PER LA VITA DI JEFFREY LEE WOOD, LA CUI ESECUZIONE E' FISSATA PER IL 24 AGOSTO PROSSIMO

SALVIAMO JEFF WOOD,  SE VOLETE POTETE MANDARE UN APPELLO DIRETTO AL GOVERNATORE DEL TEXAS ED UNO AL TEXAS BOARD OF PARDONS AND PAROLE ATTRAVERSOI SEGUENTI INDIRIZZI UTILIZZANDO IL TESTO CHE SEGUE:

Texas Governor Greg Abbott
State Capitol
P.O. Box 12428
Austin, TX 78711 Fax:(512)463-2000
Tel:(512)463-1762 11/98

email: governor@state.tx.us 


Texas Board of Pardons and Paroles
P. O. Box 13401
Austin, Texas 78711-3401
E-mail:
 bpp_pio@tdcj.texas.gov

PER L'APPELLO PUÒ ESSERE USATO IL TESTO SEGUENTE:

Governor Abbott and the Texas Board of Pardons and Parole

Dear Governor Abbott and                                                                                 
Distinguished members of the Texas                                                                          
Board of Pardons and Parole,

I the undersigned I am petitioning in order to save the life of Jeff Wood from the execution scheduled on August 24, 2016 for a murder he did not commit.
Jeff was charged under the controversial Law of Parties, as he was not the shooter in this crime, nor was he even in the building when the shooting took place.
The actual shooter in this case, Daniel Reneau, has already been executed by the state of Texas.”
Jeff also has mental and learning disabilities, dating back to his childhood, that allowed him to be taken advantage of not only by the shooter, but by the prosecution in this case as well. It is also a FACT that the jury never heard this or any other mitigating evidence that was readily available.
The fact that Wood's jury did not hear this important evidence has not been corrected by the courts, and executive clemency exists to intervene where the courts cannot.

Therefore, we implore you to have compassion and to do everything in your power to stop the execution and commute the death sentence of this man.

Data
                                                                                  Firma



mercoledì 3 agosto 2016

Città per la vita, un movimento che mette al centro l'uomo, la vita e la giustizia

Nell'ultimo scorcio di luglio si è rimesso in moto il lavoro per salvare il mondo dalla pena di morte. 

Innanzitutto l'Italia,con la proficua sinergia tra MAECI e Organizzazioni della società civile che intendono rafforzare il consenso sulla risoluzione sulla moratoria. Una “task force” che dal 2014 si impegna per coordinare l’azione italiana in vista della votazione su una nuova risoluzione Onu nel prossimo autunno.
Durante  l'incontro si è discusso delle iniziative organizzate dalla Farnesina e dalle Ong per sensibilizzare i governi e le opinioni pubbliche sul tema della moratoria universale e si è lavorato alla preparazione del terreno per le votazioni sulla nuova risoluzione. Per la Comunità di Sant'Egidio ha preso la parola Leonardo Tranggono che ha sottolineato le azioni di Sant’Egidio per la campagna, due principali eventi che sono il Congresso dei Ministri e Città per la vita.
E' proprio questo il tempo infatti cui rimettere in movimento le città, a partire da quelle italiane, che oggi anno deliberano in Consiglio comunale l'adesione alla Giornata Mondiale delle "città per la vita, contro la pena di morte" che si tiene il 30 novembre per iniziativa della Comunità di Sant'Egidio. L'Italia dà l'esempio, con i suoi oltre 1000 comuni, poi seguono le città europee e quelle degli altri continenti, più di 2000 in tutto. 


Sono già molte le città italiane che hanno dato l'adesione a Sant'Egidio per questa iniziativa, l'ultima proprio ieri è stata Rho. http://città-per-la-vita-città-contro-la-pena-di-morte/

Da segnalare particolarmente alcuni Comuni della Marsica (Lecce nei Marsi e Pescina) dell’ente Comunità del Parco Nazionale degli Abruzzi che coinvolgono 24 comuni, tre provincie e tre regioni: Lazio Abruzzo e Molise. 

L'idea nasce durante uno dei “sabati in libertà” promossi dalla direzione del carcere di Avezzano in rete con il cappellano  e i volontari presenti in carcere. Era il settembre 2015, durante una passeggiata con i detenuti, alla Camosciara nel cuore del Parco nazionale, era presente uno dei rappresentanti dei comuni e del parco.

Immediata l'idea di aderire e a realizzare iniziative insieme alla Comunità.
Per il 30 novembre 2015 si celebra la prima Giornata Mondiale delle città per la vita,sitrattava di ascoltare la testimonianza di Curtis McCarthy, un ex condannato a morte riconosciuto innocente, che ha trascorso 22 anni nel braccio della morte. Quel giorno a Lecce nei Marsi erano presenti 150 studenti e diversi sindaci (tra cui quello di Pescina) e il presidente dell’Ente Parco Nazionale.
Curtis è stato accolto dalla banda del paese che ha suonato in suo onore. Grande ascolto e commozione per le sue parole. nasce così l'idea di "Parco per la vita".


sabato 23 luglio 2016

Una "task force" per la moratoria universale della pena di morte

Una task force formata dalle organizzazioni della società civile che fin dalla sua costituzione nel 2014 si impegna per la moratoria universale della pena di morte.

Lo ha ricordato giovedì scorso il Sottosegretario Della Vedova riaffermando l'importanza della proficua sinergia tra le associazioni e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Riparte dunque l'impegno con un incontro cui hanno partecipato la sezione italiana di Amnesty International, la Comunità di Sant’Egidio e l’Ong “Nessuno Tocchi Caino”. 

L’Italia infatti continua a portare avanti, con immutato e convinto impegno, l’azione per la moratoria universale della pena di morte, ha detto il Sottosegretario Sen. Della Vedova che ha presieduto oggi alla Farnesina la riunione della “task force” MAECI-società civile per coordinare l’azione italiana in vista della votazione su una nuova risoluzione Onu il prossimo autunno. 

Durante l’incontro si è discusso delle iniziative organizzate dalla Farnesina e dalle Ong per sensibilizzare i governi e le opinioni pubbliche sul tema della moratoria universale e si è lavorato alla preparazione del terreno per le votazioni sulla nuova risoluzione.

Lo scambio di informazioni, le sinergie sulle iniziative di sensibilizzazione e i canali di dialogo con i Paesi terzi sono importantissimi per rafforzare il consenso sulla risoluzione. Il voto sulla risoluzione per la moratoria e’ in agenda dell’Assemblea Generale ogni due anni. Nel 2014 ha ottenuto un record di 117 voti. 


mercoledì 6 luglio 2016

Il ministro della Giustizia della Guinea ringrazia Sant'Egidio per il sostegno nel processo abolizionista

Il ministro Cheik Sako in visita al Quirinale

Sant’Egidio: 

passo avanti verso l’abolizione in Guinea-Conakry.Il ministro della Giustizia Cheik Sako ringrazia la Comunità per aver sostenuto e facilitato il processo in atto nel Paese africano




Il parlamento della Guinea-Conakry ha approvato ieri una riforma del codice penale, che apre la strada alla piena abolizione della pena di morte dall’ordinamento giudiziario. Secondo quanto dichiarato dal ministro della Giustizia Cheik Sako a “Radio France Internationale”, la Repubblica di Guinea, che non esegue più condanne a morte dal 2002, passa da “una moratoria di fatto a una moratoria di diritto”.  

“Abbiamo compiuto un importante passo in avanti verso la definitiva cancellazione della pena capitale”, ha detto al telefono il ministro della giustizia della Guinea-Conakry a Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni esterne della Comunità di Sant’Egidio.  
Per il ministro Sako, assiduo frequentatore dei convegni dei ministri della giustizia organizzati da Sant’Egidio per facilitare il processo di abolizione in diversi Paesi africani e asiatici, “l’ampio consenso parlamentare raggiunto dalla proposta di revisione del codice penale è stato raggiunto grazie a un processo di maturazione, che ha avuto nei congressi di Sant’Egidio un notevole incentivo, e rappresenta un dato incoraggiante per chi, come le autorità guineane, ha intrapreso con convinzione questo cammino”.

da  http://www.lastampa.it/2016

martedì 5 luglio 2016

In Guinea-Conakry il primo passo per arrivare all'abolizione della pena di morte, via dal codice penale!

Il parlamento della Guinea

L'abolizione della pena capitale era stata indicata come possibile dal Ministro della Giustizia Cheik Sako nel corso del Convegno promosso a Roma dalla Comunità di Sant'Egidio lo scorso febbraio.

E' il primo passo per passare dalla moratoria de facto alla moratoria de jure. L'abolizione sarà la tappa successiva, ha detto il ministro.

Il ministro della giustizia Cheik Sako

Il parlamento della Guinea ha adottato un nuovo codice penale e codice di procedura penale per affrontare diversi progetti di legge in corso di esame che pongono al centro la questione dei diritti umani e del miglioramento delle condizioni di detenzione.

Il Congresso dei ministri della giustizia a Roma

Con l'adozione del nuovo codice penale e del codice di procedura penale, i deputati hanno di fatto abolito la pena di morte per omissione. I tempi giudiziari dovrebbe essere ridotti attraverso l'eliminazione della Corte d'Assise. 

La Guinea ha partecipato ai Congressi dei ministri della giustizia promossi dalla Comunità da Sant'Egidio fin dal 2005. Promotore dei progetti è proprio il ministro della Giustizia Cheik Sako, che aveva preso parte al Congresso di Sant'Egidio a Roma lo scorso febbraio e che aveva indicato l'abolizione della pena capitale come possibile in tempi brevi.  

Sako ha dichiarato: "Per quanto riguarda la pena di morte, ci stiamo muovendo da una moratoria de facto in una moratoria de jure. L'abolizione verrà più tardi, se il paese vuole. Poi ci sono una serie di innovazioni: le Corti d'assise sono state abolite, questo semplificherà le procedure e risolverà i ritardi nel sistema di giustizia penale del nostro paese. 

http://www.rfi.fr/afrique/